Abbazia di Farfa


L'Abbazia di Farfa e la sua storia.


abbazia-di-farfaLe origini di questa rinomata Abbazia del Lazio sono, come e' noto, avvolte nel mistero. Lo stesso Gregorio da Catino, il monaco Farfense che a cavallo tra XI e XII secolo riordinò e raccolse i documenti monastici, confessava che in effetti non si sapeva nulla di preciso e di chiaro sulle origini e sulle successive vicende del monastero, se non che dopo la morte del suo fondatore Beatus Vir Sanctissimis Lorenzo (VI secolo), la zona era distrutta dai longobardi e lo stesso sito di Farfa era stato ridotto in desolazione e abbandonato per molti anni fino alla ricostruzione operata da S. Tommaso da Moriana.

La sua posizione di confine fece assumere a Farfa una forte connotazione politica e la fece entrare precocemente in relazione con i duchi longobardi di Spoleto, in particolare Faroaldo II, che agli inizi del VII secolo prese il monastero sotto la sua protezione facendo anche cospicue donazioni territoriali. Fallito il tentativo di mediazione rivolto a re desiderio per fargli raggiungere un accordo con Carlo Magno, Farfa, con grande lungimiranza politica abbandono' i re longobardi per schierarsi con Carlo Magno che ne fece nel 775 Monastero Regio sotto il suo protettorato. Fu in quel periodo che Farfa conobbe il suo massimo splendore che proseguì fino allo sfaldamento dell'impero Carolingio e all'inizio delle incursioni Saracene. Dal 890 al 897 Farfa resiste alle scorrerie ma poi l'Abate Pietro dovette abbandonare l'Abbazia per ritirarsi nelle marche e nel 898 il monastero fu occupato e incendiato. la ricostruzione fu lenta e le proprietà di Farfa vennero divise tra tre abati, uno a Farfa uno a Rieti e uno nelle marche.

Nel 1122 il patrocinio imperiale sul monastero benedettino cadde e si affermò quello pontificio; fu questo uno dei momenti di maggior difficoltà per il monastero Sabino che fu inserito con difficoltà nel nuovo ordinamento disegnato dal nascente stato della chiesa. Nel trecento i territori Farfensi subirono numerose usurpazioni da parte della nobiltà locale e di quella romana. Nel quattrocento anche a Farfa fu imposta la commenda che stabiliva la nomina dell'abate non più dalla comunità monastica ma dallo stesso pontefice. Questo favorì l'affermarsi delle egemonie delle principali famiglie baronali di Roma, prima fra tutte la famiglia Orsini che duro fino alla metà del 1500 quando gli subentrarono i Farnese, che iniziarono una grande ristrutturazione del complesso monastico, che divenne un nodo di collegamento tra i vari possedimenti di questa famiglia in Italia centrale.

La Rivoluzione Francese prima e l'unità d'Italia poi fecero perdere al monastero la sua autonomia come ente ecclesiastico il quale fu incamerato nello Stato Italiano con tutti i suoi beni. Il fondo librario e archivistico fu trasportato a Roma presso la biblioteca nazionale e i reperti archeologici finirono invece al Museo Nazionale di Perugia. Soltanto nel 1921, grazie all'opera di Ildefonso Schuster la Comunità Benedettina tornò in Farfa.

(Tersilio Leggio)

L'Abbazia di Farfa oggi.

Orario dell'apertura al pubblico:

  • feriali: 9.30-13.00 /15.30-18.00
  • festivi:10.0-13.00 /15.00-18.00
  • Lunedì: CHIUSO

Visite guidate:

  • Sabato e Domenica 10.30/11.30/12.30/15.30/16.30/17.30

Nei giorni feriali gli orari delle visite guidate all' Abbazia di Farfa vengono concordati secondo le richieste in base alle prenotazioni del giorno. E' possibile prenotare visite guidate di singoli o gruppi.

Tel. : +39 0765 277065
Sito Web ufficiale: www.abbaziadifarfa.it

Come arrivare all'Abbazia di Farfa

L' Abbazia di Farfa si trova nel comune di Fara in Sabina.

  • Dall'autostrada Roma-Firenze (A1), uscire al casello "Roma Nord".
  • Proseguire sulla superstrada fino a Passo Corese e poi seguite le indicazioni per Fara in Sabina.
  • Nei pressi del paese proseguire in direzione Toffia e poi girare a sinistra seguendo le indicazioni per l'Abbazia.

 
 
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